Milano, 2 apr. (askanews) – Se c’è un ingrediente della Carbonara che non è in discussione nella preparazione della ricetta è la pasta. Ma per il primo più discusso, imitato e replicato al mondo anche sulla pasta l’accordo è difficile. Lunga o corta? Liscia o rigata? Di fronte al dilemma del formato il dibattito, inutile dirlo, è aperto. Perchè se tutti (o quasi) concordano sul fatto che sia importante per la buona riuscita del piatto, poi però il 57,9% preferisce i formati lunghi alla pasta corta (36,8%), e quella rigata (61%) a quella liscia (32,2%). La vittoria va, con poca sorpresa, agli spaghetti scelti quasi dal 60% degli italiani, il formato preferito per il 51,7%. (nel 2024, secondo i dati NielsenIQ in Italia ne sono stati consumati oltre 100 milioni di kg). Tra i formati di pasta corta troviamo invece i rigatoni e le mezze maniche due formati “classici” della Carbonara, a cui si aggiungono inaspettatamente per due italiani su 10 le penne (formato preferito per il 10,1%. Nel 2024 sono stati consumati 105,5 milioni di kg).
In tutta questa partigianeria per i formati, la maggioranza degli italiani si dice comunque disposta a optare per un formato meno tradizionale. Per esempio l’alternativa più votata dopo gli spaghetti sono le linguine (26,5%), seguite da sedani (12,6%) e vermicelli (10,4%). Ma a stupire è la classifica dei 18-29enni che subito dopo le linguine scelgono ravioli, conchiglie e orecchiette.
A raccontare la disfida del formato di pasta più adatto alla carbonara una indagine di AstraRicerche per i pastai di Unione italiana food che per la nona edizione del CarbonaraDay ha scelto proprio il tema Formato Carbonara: spaghetto, rigatone, mezza manica o tonnarello, qual è il formato ideale perla Carbonara? Il 6 aprile torna infatti la spaghettata social per celebrare questo piatto che ha estimatori in tutto il mondo.
Stando alla ricerca per i Pastai di Unionfood i criteri per scegliere il formato di pasta ideale per la carbonara accomunano la maggioranza degli italiani: deve raccogliere al meglio il condimento (72,3%), essere facile da mantecare (26,9%) e da mangiare (21,6%). E se molti la gustano quando vanno a mangiare fuori, in tanti la preparano a casa: più di 1 italiano su 2 (55,3%) la prepara più volte al mese e più di 1 su 5 (21,5%) lo fa una volta al mese. Solo il 4,3% dichiara di non prepararla mai a casa. E se le fazioni dei Carbonara lovers si dividono tra puristi e innovatori, su una cosa concordano: gli ingredienti per prepararla, escludendo la pasta, sono quattro, ma il guanciale è quello considerato essenziale per oltre 6 italiani su 10 (61,1%) e deve essere croccante (43,8%) o almeno leggermente croccante (45,3%).
Ma cosa rende questo piatto così amato? Per 6 italiani su 10, la carbonara piace soprattutto perché è golosa, segue chi lo considera un piatto della tradizione (29,1%). Ma c’è anche chi le riconosce un ruolo nel generare buonumore: per 1 italiano su 4 (25,3%) mette allegria per il suo gusto e i suoi colori.
Secondo Margherita Mastromauro, presidente dei pastai di Unione Italiana Food, “Ci sono ricette capaci di emozionarci anche fuori dal piatto. La carbonara è il caso più eclatante e forse oggi possiamo definirla il laboratorio della pasta che intercetta nuovi stili di vita e modalità di consumo, tra rielaborazioni e improvvisazioni dell’ultimo minuto, tra ingredienti nuovi e formati non convenzionali. E va benissimo così. È una sorpresa per noi pastai riscontrare nel consumatore una consapevolezza così alta dei 500 formati di pasta che il mercato mette a disposizione e dell’apertura a quelli meno convenzionali da abbinare alla carbonara. Questo piatto è sinonimo di libertà e le tante versioni in tutto il mondo di questo piatto ne sono la prova”.