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Copagri: credito agricolo in contrazione, tema importante

AttualitàCopagri: credito agricolo in contrazione, tema importante

Roma, 4 apr. (askanews) – “Quello dell’accesso al credito è un tema molto sentito in tutti i principali settori produttivi che contribuiscono alla crescita del Paese, a partire ovviamente dall’agricoltura, che sconta ataviche difficoltà in tale ambito; la disponibilità di risorse e prodotti finanziari, infatti, rappresenta una condizione indispensabile per la tenuta di qualsiasi impresa”. Lo ha detto il vicepresidente della Copagri Giovanni Bernardini a margine dei lavori del forum dell’Associazione Bancaria Italiana-ABI dedicato al tema “Credito e finanza 2025”, ai quali ha partecipato in quanto componente del tavolo CIRI-ABI.

Negli ultimi 15 anni, infatti, il credito agricolo ha subito una contrazione significativa, tanto che lo stock complessivo di finanziamenti al comparto è passato dai 43 miliardi del 2010 ai 39,5 miliardi del 2023, con una flessione media annua del 2,5% negli ultimi cinque anni e con un trend negativo particolarmente accentuato dopo il 2011, direttamente collegato al cosiddetto credit crunch, ha spiegato Bernardini, secondo il quale i numeri relativi al crediti agricolo “evidenziano una volta di più l’importanza di continuare a lavorare per stringere il rapporto tra istituti di credito e imprese agricole”.

Inoltre, il credito fondiario, ovvero quello destinato agli investimenti strutturali, quali terreni e macchinari, dal 2009 al 2023 ha registrato un calo del 40%, passando dal rappresentare il 22% del totale agricolo nel 2009 ad appena il 13% nel 2023; “e questo principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dei terreni e del restringimento delle politiche creditizie post-crisi”, fa notare Bernardini, spiegando che “un andamento analogo si è registrato per il credito di esercizio, cioè quello utilizzato per l’attività corrente, come l’acquisto di sementi e fertilizzanti, che dal 2010 al 2023 si è ridotto del 30% in termini reali, tanto che oggi solo il 32% delle aziende ottiene finanziamenti agevolati, contro il 45% del 2010”.

Per questo il sistema delle garanzie “rappresenta una delle potenziali criticità per l’accesso al credito, influenzando sia l’erogazione che i costi; e questo assunto vale sia con riferimento alle garanzie tradizionali, per le quali le banche richiedono garanzie reali di cui nel 40% dei casi le imprese non dispongono, che alle garanzie pubbliche, delle quali nel 2023 ha beneficiato appena il 15% delle erogazioni, a causa di procedure lente e diverse complessità burocratiche”, aggiunge il vicepresidente della Copagri, invitando a guardare agli strumenti messi in campo da altri paesi europei, quali ad esempio la Germania, che ha da tempo istituito una banca pubblica per prestiti a tasso zero, o la Francia, che con le garanzie mobiliari sui raccolti futuri dà agli agricoltori la possibilità di ottenere credito a breve termine senza ipoteche immobiliari.

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