Milano, 3 apr. (askanews) – “Nonostante l’aumento del prezzo a scaffale, il vino italiano rimarrà competitivo ma prevedo che perderà il 20% del fatturato in Usa. Prodotti unici, di alta qualità e con una storia centenaria come il Brunello, il Nobile e il Chianti Classico rimarranno però insostituibili e la domanda ne risentirà di meno, mentre i ‘prodotti più da prezzo’ saranno quelli che soffriranno di più, in generale per tutto l’agroalimentare. Ad avvantaggiarsi nella fascia vini ‘entry level’ saranno Paesi come Australia, Nuova Zelanda, Chile e Argentina che hanno dazi ‘solo’ al 10%”. A dirlo è Antonio Michael Zaccheo che, assieme a Caterina Sacchet rappresenta la seconda generazione di Carpineto, 500 ettari di terreni di proprietà suddivisi tra cinque tenute nelle zone storiche della Toscana: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Alto Valdarno e Maremma. L’export rappresenta il 90% del fatturato e il 20% è rappresentato dal mercato Usa.
“E’ un momento in cui bisogna ridurre investimenti che non hanno un ritorno immediato, conservare risorse e liquidità ed attrezzarsi per passare la burrasca economica sotto coperta” prosegue Zaccheo, rimarcando però che “al contempo, nel commerciale bisogna muoversi molto, affrontando spese variabili e non fisse, perché è proprio in questi momenti di grande difficoltà che si creano opportunità per i brand più storici e con una presenza ben articolata sul mercato come noi”.
“Tra le misure più strutturali per contrastare e reagire ai dazi c’è quella per la quale Carpineto è stata pioniera fin dalla fondazione quasi 60 anni fa, e cioè l’apertura di nuovi mercati, una diversificazione che ci ha portato in ben 72 Paesi” prosegue Zaccheo, che è export manager, spiegando che “abbiamo avviato da poco rapporti con l’Uzbekistan, l’Azerbaijan e il Kazakistan e stiamo esplorando questi mercati che hanno un buon potenziale da sviluppare. Così come stiamo approfondendo trasversalmente nei Paesi africani alcune nicchie di mercato”.
“Nel 2024 siamo stati il primo fornitore di vino toscano in Canada ma i dazi indeboliscono molto anche la loro economia che sarà quindi meno propensa ad investire in beni voluttuari come il vino” continua Zaccheo, sottolineando che “serve capire come penderà l’ago della bilancia per i vini europei in Canada: forse per quelli sotto i 20 dollari ci potrebbe essere un leggero vantaggio ma nella fascia premium, dove sono collocati i vini toscani, è certamente un danno perché verranno a mancare la capacità e la propensione di spesa”.
Carpineto pensa anche a nuovi prodotti. “Sto studiando un vino naturalmente basso di gradazione, intorno ai 6 gradi e con un leggero residuo zuccherino, un’ottima impronta carbonica” racconta Caterina Sacchet, precisando che “se ne parlerà alla prossima vendemmia e sarà un rosato Igt, mosso: uno “Sparklow wine”.