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Le relazioni ‘particolari’ e il ruolo delle donne nella Chiesa dividono l’assemblea Cei

PoliticaLe relazioni ‘particolari’ e il ruolo delle donne nella Chiesa dividono l’assemblea Cei

ROMA – Niente da fare, troppo difficile mettere d’accordo gli oltre mille tra vescovi, sacerdoti, religiosi e laici che hanno preso parte alla Seconda assemblea sinodale delle Chiese in Italia, riunita in Vaticano dal 31 marzo scorso e conclusa oggi. Avrebbero dovuto votare un documento finale, i “contenuti delle Proposizioni”, il cui lavoro di elaborazione, analisi e sintesi è stato avviato fin dal 2021. Ma “le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi” al lavoro “richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti”, in definitiva, il documento andrà riscritto, ridiscusso e la votazione è stata rinviata all’assemblea del 25 ottobre prossimo.

“ASSEMBLEA RIBELLE? NO, VIVA”

A fare una sorta di resoconto dell’Assemblea “ribelle” è l’arcivescovo Erio Castellucci, teologo e presidente del Comitato nazionale dell’assemblea sinodale della Cei, in un lungo intervento. “In questi giorni ho ricevuto attestati di vicinanza da parte di alcuni di voi che, incontrandomi, sorridevano a labbra strette e mi davano una pacca sulla spalla, come si fa quando si porgono le condoglianze” è l’incipit ironico del teologo che descrive l’assemblea di questi giorni non tanto ribelle, come qualcuno l’ha definita, ma “viva, critica, leale, appassionata per la Chiesa e la sua missione”.

LE CRITICHE: “TROPPO VAGHI I RIFERIMENTI SU OMOSESSUALITÀ E RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA”

Tra i pomi della discordia, l’uso di espressioni come “accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari”- per intendere le relazioni tra persone dello stesso sesso- o “responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne”: ritenute troppo generiche, non idonee a rendere il senso delle proposte arrivate dalla ‘base’. Emendamenti e interventi critici emersi nell’assemblea- composta da 1.008 persone- hanno fatto capire l’andazzo: il testo non sarebbe stato approvato. Allora meglio soprassedere.

“TESTO NON ANCORA MATURO”

Lo stesso presidente del Comitato, nel suo intervento spiega com’è andata: “L’Assemblea di martedì mattina e le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti”, scrive. “I gruppi in queste due mezze giornate hanno lavorato molto bene, intensamente e creativamente- va avanti- ritrovando nel testo talvolta anche ricchezze che non emergevano ad una prima lettura, e hanno integrato e corretto il testo; che tuttavia- conclude- non si presenta ancora maturo”.
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