ALMASRI. ANCORA SCONTRO TRA MELONI E LA MAGISTRATURA
Resta altissima la tensione tra il governo e la magistratura sul caso del capo della polizia libica. “L’indagine su Almasri è un danno all’Italia”, dice Giorgia Meloni. Che se la prende con le toghe: “Vogliono smontare i risultati ottenuti dal governo, se alcuni giudici vogliono governare si candidino”. Oggi l’avvocata e senatrice della Lega Giulia Bongiorno, incaricata di rappresentare Meloni e gli altri esponenti di governo nel caso Almasri, si è recata a palazzo Chigi per incontrare la presidente del Consiglio. Intanto, i consiglieri del Csm di centrodestra chiedono di aprire una pratica disciplinare nei confronti del procuratore di Lo Voi. Avrebbe agito, è l’accusa, “in modo non conforme alle norme in vigore”.
MATTARELLA, 10 ANNI FA LA PRIMA ELEZIONE AL COLLE
Dieci anni fa Sergio Mattarella fu eletto per la prima volta presidente della Repubblica. Nessun capo dello Stato prima di lui era rimasto per così tanto tempo al Quirinale. Ora si avvia al giro di boa del secondo mandato, che scade nel 2029. Durante la sua presidenza ha affrontato una pandemia, varie crisi di governo, la guerra in Ucraina. Lodato per equilibrio e saggezza, Mattarella ha ricevuto decine di auguri da tutte le forze politiche. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ne ha sottolineato “l’impegno a tutela della Costituzione e dell’unità nazionale”. Per Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, Mattarella è stato sempre “un punto di riferimento saldo per le istituzioni e i cittadini”.
DECRETO CULTURA, LA LEGA RITIRA LA NORMA AFFOSSA-SOPRINTENDENZE
La Lega ritira l’emendamento cosiddetto “affossa-soprintendenze”. La modifica al decreto cultura mirava a rendere non più vincolante il parere delle Soprintendenze sulle decisioni urbanistiche e paesaggistiche. “Ritiriamo l’emendamento- annuncia il leghista Rossano Sasso, capogruppo in commissione Cultura alla Camera- presenteremo un ddl con carattere d’urgenza con lo stesso contenuto. Cambia lo strumento ma non la sostanza”. Ieri il parere negativo del ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva creato frizioni in maggioranza. Alla fine è arrivato l’accordo e ora l’emendamento confluirà in una proposta condivisa del centrodestra. “Nessun passo indietro- precisa Sasso- la Lega ha avuto il merito di aprire una riflessione seria e condivisa”.
LA PROPOSTA DI LEGGE PER ACCORPARE CAMERA E SENATO
Abolire la Camera e il Senato e sostituirle con un’unica Assemblea nazionale composta da 600 eletti. È la proposta di riforma costituzionale presentata dal deputato del gruppo misto Luigi Marattin. L’obiettivo, spiega, è “superare il bicameralismo perfetto e mettere fine ai rimpalli tra i rami del Parlamento, alla macchinosità nell’approvazione delle leggi e ai dibattiti fotocopia”. Per Marattin “oggi i parlamentari sono a mezzo servizio, perché le leggi sono aperte alla modifica solo di una Camera per volta, ma vengono pagati per pieno”. Con la riforma, sostiene, “si restituirebbe centralità e autorevolezza al Parlamento”. Su questa proposta Marattin vorrebbe coinvolgere maggioranza e opposizioni. “Faccio appello alla premier Meloni e ai partiti- dice- se si vuole, si può approvare in sei mesi”.
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