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sabato, Marzo 29, 2025

Trombosi, strage silenziosa evitabile da 200.000 morti l’anno

Video NewsTrombosi, strage silenziosa evitabile da 200.000 morti l'anno

Prevenzione e appropriatezza cure li ridurrebbero di un terzo

Roma, 26 mar. (askanews) – Ogni anno, soltanto in Italia, la trombosi, che si verifica quando un coagulo di sangue ostruisce arterie o vene, colpisce 600.000 persone, causando 200.000 morti. Numeri che descrivono una strage silenziosa e sottolineano l’urgenza di un intervento mirato per rafforzare la prevenzione e puntare sull’appropriatezza delle terapie. Un terzo di queste morti, infatti, si potrebbe evitare, come emerso da un convegno organizzato a Roma, all’Hotel Nazionale, da Motore Sanità.”Si apre una problematica – ha detto Paolo Carlo Righini, Chirurgo Vascolare IRCCS Policlinico San Donato, Milano – di gestione dell’appropriatezza di prescrizione, sia farmacologica sia di dispositivi medici, con i relativi costi. Sarebbe quindi interessante creare un osservatorio che possa aiutare sanitari e legislatore a unire le idee e le forze”.Dal confronto tra esperti, istituzioni e associazioni di pazienti si sono approfonditi i temi chiave della lotta alla trombosi, dalle strategie di prevenzione alle soluzioni terapeutiche, fino alla gestione degli eventi acuti.”Poter oggi parlare di trombosi è importante per riuscire a connettere il mondo della realtà ospedaliera con quella del territorio che sono fortemente interconnesse nel percorso di questi pazienti” ha aggiunto Head of Hospital care Business Unit, Viatris Italia.Ogni paziente, si è ribadito nel convegno, ha la propria storia, e individuare la giusta cura, al momento opportuno, diventa fondamentale.”Un tema che tutti pensano sia già affrontato, invece i numeri sono in forte aumento e bisogna intervenire sicuramente in prevenzione, ma anche in continuità terapeutica e con una sorveglianza più facile e vicina al cittadino” ha concluso Antonio Tomassini, presidente ass. parlamentare per diritto a salute e prevenzione.Durante i lavori è stata allestita in piazza Monte Citorio una panchina gialla, segno di calore e gioia della rinascita, per accendere i riflettori sulla necessità di combattere la trombosi facendo sistema e mettendo in rete energie, idee, competenze e risorse.

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