Milano, 23 mar. (askanews) – La Cantina salentina Paololeo presenta “Mormora”, il suo primo Metodo Classico Pas Dosé affinato sott’acqua. Dopo quasi due anni di sperimentazione nelle profondità della riserva marina di Porto Cesareo (Lecce), le 1.011 bottiglie prodotte con le uve autoctone Verdeca e il raro Maresco sono state finalmente ripescate dopo 12 mesi coccolato tra i flutti. “Mormora” evoca sia la specie di pesce salentino che il “brusio” del mare.
“‘Mormora’ dimostra come rinnovamento e rispetto per le radici territoriali possano coesistere, aprendo nuove prospettive per i vini spumanti del territorio, che pur non mancano. Un vino che racconta la storia di un’azienda famigliare, e del suo territorio. “Abbiamo sfidato le potenzialità del vino, utilizzando il mare come ambiente di affinamento naturale, senza impianti di refrigerazione, valorizzando due varietà autoctone quasi dimenticate” ha affermato Nicola Leo, enologo dell’azienda famigliare giunta alla quinta generazione, rimarcando che “il risultato è qualcosa di unico: un vino che racconta la nostra terra, la nostra creatività e il nostro profondo rispetto per l’ambiente”.
“Le bottiglie sono state poste a -30 metri, dove il movimento marino ha consentito un batonnage costante e naturale, proteggendole dalla luce e dall’influsso delle fasi lunari” ha spiegato Francesco Leo, evidenziando che la scelta di incantinare in mare “è stata pensata anche nell’ottica del risparmio energetico, perché non necessita di impianti di refrigerazione e di giropallett, in quanto la natura offre già tutto il necessario”. Una tecnica che si inserisce nella filosofia di sostenibilità dell’azienda, certificata Equalitas dal 2021.
La Cantina, che ha la sede a San Donaci (Brindisi), oggi è guidata da Paolo Leo, con la moglie Roberta e i figli Nicola, Stefano, Alessandro e Francesco. L’azienda di famiglia nasce vendendo vino sfuso, fino al 1999 quando dopo un giro a Vinitaly, Paolo Leo decide di fare il salto di qualità, iniziando ad imbottigliare il proprio vino per poter partecipare alla fiera, cosa che avverrà due anni più tardi con “Orfeo”, il Negramaro che ancora oggi è il vino-simbolo dell’azienda. Al momento l’azienda conta 70 ettari di proprietà e produce circa cinque milioni di bottiglie principalmente da Primitivo, Negroamaro, Malvasia Bianca e Nera di Lecce, a cui si affiancano Susumaniello, Fiano, Pinot Grigio e Chardonnay. Il fatturato, in crescita costante, sfiora i 25 milioni di euro.